BDI 172

Antonin Dvorak - Erno Dohnanyi

Dvorak - Dumky Trio in mi minore op. 90, trascrizione per pianoforte a quattro mani dell'autore Dohnanyi - Quintetto in do minore op. 1, trascrizione di Jan Brandts Buys

Duo Pianistico Cristina e Luca Palmas

62' 25''

ddd

(1 CD)
€ 17.50

 

track

compositore e titolo

    durata     

 

1

Antonin Dvorak - Dumky Trio op. 90 trascrizione per pianoforte a 4 mani - Lento e maestoso - allegro  

4' 43''

 

2

Antonin Dvorak - Dumky Trio op. 90 trascrizione per pianoforte a 4 mani - Poco adagio - Vivace non troppo  

6' 29''

 

3

Antonin Dvorak - Dumky Trio op. 90 trascrizione per pianoforte a 4 mani - Andante - Vivace non troppo  

6' 43''

 

4

Antonin Dvorak - Dumky Trio op. 90 trascrizione per pianoforte a 4 mani - Andante moderato  

5' 31''

 

5

Antonin Dvorak - Dumky Trio op. 90 trascrizione per pianoforte a 4 mani - Allegro meno mosso  

3' 35''

 

6

Antonin Dvorak - Dumky Trio op. 90 trascrizione per pianoforte a 4 mani - Lento maestoso - vivace  

4' 55''

 

7

Erno Dohnanyi - Quintetto op. 1, trascrizione per pianoforte a 4 mani - Allegro  

7' 59''

 

8

Erno Dohnanyi - Quintetto op. 1, trascrizione per pianoforte a 4 mani - Scherzo - Allegro vivace  

4' 42''

 

9

Erno Dohnanyi - Quintetto op. 1, trascrizione per pianoforte a 4 mani - Adagio quasi andante  

7' 59''

 

10

Erno Dohnanyi - Quintetto op. 1, trascrizione per pianoforte a 4 mani - Allegro animato  

7'46''

 

 

 

Note di Libretto

Le composizioni eseguite nel presente CD si collocano alla fine del XIX secolo, più precisamente tra il 1891 e il 1895. All’epoca era pratica comune scrivere versioni e riduzioni di una composizione con strumenti alternativi, talvolta sollecitate dagli editori stessi. Queste, mancando gli attuali mezzi di diffusione musicale, facilitavano una maggiore divulgazione dei brani in questione nei salotti delle case private dove si eseguiva musica insieme ad una cerchia di amici.
L’11 aprile del 1891 fu eseguito per la prima volta a Praga il Trio “Dumky”, l’ultima composizione che Dvorak scrisse per questo tipo di formazione cameristica. Capolavoro della maturità del compositore, l’opera è suddivisa in sei movimenti, ovvero sei “ dumka” , dove assoli pensosi e nostalgici si alternano ad irruenti episodi di carattere popolare.
Due anni più tardi, nel 1893, Dvorak inviò da New York all’editore Simrock una copia del trio ( le cui bozze furono corrette da Brahms) insieme alla versione per pianoforte a quattro mani; entrambe le partiture furono pubblicate l’anno seguente. Nella pratica degli arrangiamenti per altre formazioni cameristiche, spesso erano gli autori stessi a trascrivere il brano, a volte anche con l’aggiunta di qualche strumento, altre volte erano trascritte da musicisti conoscenti o anche estranei.

Secondo il catalogo ufficiale delle opere di Dvorak sono solamente tre le composizioni cameristiche da lui “ridotte” per pianoforte a quattro mani: il quartetto per archi op. 27, il quintetto per archi n. 2 in sol magg. ed il Trio Dumky. A queste si aggiungono le trascrizioni delle sinfonie n. 7, 8 e 9, altri brani orchestrali e naturalmente le due serie di Danze Slave, ben conosciute sia nella versione pianistica che orchestrale.

Nell’ambito delle trascrizioni si colloca anche il Quintetto op. 1 di Ernst von Dohnanyi. Composto nel 1895, all’età di diciassette anni, gli regalò vasti consensi nonché le lodi di Brahms che ne organizzò un’esecuzione a Vienna nello stesso anno. Trascritto per pianoforte a quattro mani dal compositore olandese Jan Brandts Buys, fu pubblicato da Doblinger nel 1902. I due musicisti si erano conosciuti nel 1893 e nel 1899 avevano partecipato entrambi al Premio Böesendorf dove avevano eseguito una propria composizione (Dohnanyi vinse il primo premio, Jan Buys il secondo). Sin dall’inizio del XX secolo B. Buys si era dedicato ad arrangiamenti per pianoforte e pianoforte a quattro mani per le case editrici Universal e Doblinger. Sue sono le trascrizioni per pianoforte a quattro mani del Quartetto per archi op. 7, della Serenata per trio d’archi op. 10 e della Suite per orchestra op 19 di Dohnanyi. La trascrizione del brano è estremamente pianistica, seppur densa e complessa nel continuo intersecarsi delle voci e lontana dalla scrittura impervia che spesso accomuna riduzioni da complessi più numerosi.

 

The compositions performed on this CD are from the end of the nineteenth century, or more precisely, from the period between 1891 and 1895.  At that time is was a common practice to write other versions and transcriptions of a composition with different instrumentation, sometimes suggested by the publishers themselves.  Without the modern means of musical diffusion, publishers used salons in private homes for the popularization of these compositions.  Here music was performed in the presence of a circle of friends.
On 11 April 1891, the "Dumky" Trio was performed for the first time in Prague.  It was the last composition Dvorak wrote for this sort of chamber ensemble.  This masterpiece of  Dvorak's musical maturity is subdivided into six movements, or "dumka", where meditative and nostalgic solos alternate with impetuous folk-like episodes.
Two years later, in 1893, Dvorak sent a copy of the trio from New York to the publisher Simrock (the drafts of which were corrected by Brahms) together with the four-hands piano version.  Both scores were published the following year.  In the practice of transcribing for other chamber music formations, it was often the composers themselves who transcribed the original composition, and sometimes with the addition of one or more instruments.  On other occasions the original compositions were transcribed by other composers aquainted with or even unrelated to the composer.
According to the offical catalogue of works by Dvorak, he transcribed only three chamber works for four-hands piano: String quartet, Op. 27, String quintet No. 2 in G major and the Dumky Trio.  In addition, there are the transcriptions of symphonies No. 7, 8 and 9, of other orchestral compositions and, of course, of the two series of Slavic Dances, well-known in both the piano and orchestral versions.   
Another composition which was transcribed was the Quintet Op. 1 by Ernst von Dohnanyi.  It was composed in 1895, when the composer was 17, and it received widespread success, including praise by Brahms, who organized a performance of this composition in Vienna in the same year.  It was transcribed for four-hands piano by the Dutch composer Jan Brandts Buys, and published by Doblinger in 1902.  The two composers met each other in 1893, and in 1899 they both competed for the Bosendorf Scholarship where they performed their own compositions (Dohnanyi won first prize, Jan Buys won second).  From the start of the twentieth century, B. Buys was dedicated to transcribing for piano and for four-hands piano for the publishers Universal and Doblinger.  His transcriptions include the four-hands piano transcriptions of the String Quartet, Op. 7, the Serenata for String Trio, Op. 10, and the Suite for Orchestra, Op. 19 by  Dohnanyi.  The transcription of the latter composition is extremely pianistic, even if it is dense and complex for the continuous weaving of the voices, and far from the impervious writing which often accompanies transcriptions from larger instrumental ensembles.
 

Curriculum
Il Duo formato dai fratelli Cristina e Luca Palmas è nato nel 1998 ed  ha studiato sotto la guida del M° Pier Narciso Masi presso i Corsi Internazionali di San Marino, del Trio di Parma presso l’Accademia del Teatro Cinghio e del M° Sergio Marengoni. Singolarmente si sono inoltre perfezionati anche con i Maestri  Mario Conter, Charles Spencer, Trio di Trieste  ed hanno seguito masterclasses con Oxana Yablonskaya, Paul Badura Skoda, Boris Petrushansky, Alexander Lonquich, Alexis Weissemberg, etc. Il Duo Palmas si è classificato 1° in numerosi concorsi nazionali ed internazionali ottenendo anche menzioni speciali della critica (Concorso Internazionale Harmoniae– Roma,2006; Concorso Internazionale Dianae Nemus – Nemi, 2004; Concorso Internazionale P. Harris - Milano, 2003 ; Concorso Musicale Internazionale F. Forgione -Verbania, 2002 ;Concorso Internazionale J. Brahms - Acqui Terme,  2002 ; etc ). Ha registrato per Radio Vaticana. All’attività concertistica affianca da alcuni anni, con passione, la ricerca di composizioni di rara esecuzione.

 

The brother-and-sister Duo, consisting of Cristina and Luca Palmas, was formed in 1998.  They studied under Maestro Pier Narciso Masi at the International Courses in San Marino, with the Trio di Parma at the Accademia del Teatro Cinghio, and with Maestro Sergio Marengoni.  Individually they perfected their art with such illustrious teachers as Mario Conter, Charles Spencer, and the Trio di Trieste; they have attended masterclasses by Oxana Yablonskaya, Paul Badura Skoda, Boris Petrushansky, Alexander Lonquich, Alexis Weissemberg, etc.  The Duo Palmas has won first prize in numerous national and international competitions, and has received special praise by critics (Concorso Internazionale Harmoniae, Rome, 2006; Concorso Internazionale Dianae Nemus, Nemi, 2004; Concorso Internazionale P. Harris, Milan, 2003; Concorso Musicale Internazionale F. Forgione, Verbania, 2002; Concorso Internazionale J. Brahms, Acqui Terme, 2002; etc.).  This duo has also recorded for Radio Vaticana.  Contemporaneously with their concert performances, they enjoy researching rarely performed compositions.
 

Registrazione affettuata il 27-28-29 Agosto 2007 presso la Chiesa di S. Apollinare, Lonigo (VI)

 

Ingegnere del suono: Matteo Costa

Editing: Matteo Costa, Gabriele Robotti

Piano: Gran Coda Borgato L282

Tecnico del pianoforte: Luigi Borgato

Fotografie Duo Palmas: Mauro Gaimarri

 www.palmaspianoduo.com

 

Si ringraziano per la collaborazione Luigi Borgato, Matteo Costa, Gabriele Robotti, Peter Janssen e Wim Janssen.

 

ALCUNE RECENSIONI

Dvorak Society
Questi due lavori del 1890, uno scritto dal maestro ceco all'apice delle sue capacità, e l'altro da un giovane compositore nato a Bratislava, furono entrambi trascritti at tempo per piano a quattro mani per permettere una più ampia diffusione nelle case private. Il Quintetto con pianoforte di Dohnanyi è un lavoro di una sicurezza sbalorditiva per un compositore di 17 anni. Alle mie orecchie, il suo arrangiamento per pianoforte a quattro mani, sebbene non del compositore come nel caso del Trio Dumky, calza meglio. Il duo di fratelli è un duo colto sebbene il suono del pianoforte come registrato sia tintinnante sopra il pentagramma. Un disco che vale la pena di esplorare, che può essere ottenuto dal sito milanese molto buono della Bottega Discantica.
Bill Marsden

Fanfare
Sebbene le trascrizioni per pianoforte a quattro mani fossero diffuse nel 19° secolo come valido metodo per diffondere la musica, il pensiero di ascoltare un intero disco di trascrizioni era sia imbarazzante che interessante. In un mondo dove ascoltare il repertorio nella sua forma originale, sia in disco che in concerto, è difficilmente un problema, l'ovvia domanda è, qual è il punto? La Naxos, è vero, ha pubblicato una serie di simili trascrizioni che, per la mia esperienza al dettaglio almeno, difficilmente hanno infuocato il mondo.
Non c'è dubbio che questo sia un modo piacevole di passare un'ora. Il Duo Palmas (  il duo composto dai fratelli Cristina e Luca), ha molto talento ed è immancabilmente musicale. La registrazione, fatta nel 2007 nella chiesa di S. Apollinare a Lonigo, è competente. Il Dumkyè  nella trascrizione dello stesso Dvorak. Ci sono  momenti di vera delicatezza qui ( provate i momenti conclusivi del primo movimento, per esempio, o gli ultimi del secondo), e il duo trae il meglio dell?estroversione che conclude il primo movimento. I contrasti sono vitali per questo brano, e il Duo Pianistico Palmas assicura che non ci siano dubbi in ciò. Le trame sono spesso magnificamente ben giudicate, così i tempi e le agogiche. Ci sono un mucchio di registrazioni dell'originale, naturalmente. Il Trio Beaux Arts ne registrò una versione nel 2004 ( Warner 21492). Fui abbastanza fortunato da ascoltatre il gruppo dal vivo in questo pezzo alla Wigmore Hall nel gennaio di quell'anno, e fu una delle esecuzioni da camera più memorabili che abbia mai ascoltato; per un'esperienza più autenticamente ceca, il Trio Suk  per Supraphon deve essere ancora superato.
Il Quintetto op. 1 di Dohnanyi è un lavoro giovanile, composto nel 1895 ( quando il compositore aveva solo diciassette anni). Brahms, non meno, fu un ammiratore di questo lavoro. La trascrizione in questa occasione è del compositore olandese Jan Brandts Buys. Buys si specializzò nelle trascrizioni per piano a quattro mani. La presente fu pubblicata nel 1902. Le note del libretto fanno  menzione allettante di una trascrizione della Suite per orchestra op.19 di Dohnanyi. Il primo movimento del Quintetto emerge come una meraviglia strutturale fortemente controllata. Questa esecuzione, certamente, sa sempre dove sta andando e si diverte nel progettare l?energia interna della musica. Il misteriosamente mutevole scherzo emerge bene. Se, nel movimento lento, l'omissione del lussureggiante suono degli archi diventa ovvio, il bellissimo fluido finale è forse un poco più indulgente a riguardo. Anche la grandiosità delle pagine conclusive emerge quasi intatta. Ancora, ci sono eccellenti versioni dell'originale. Questa volta lo Schubert Ensemble di Londra per Hyperion e Schiff con il Quartetto Takacs per la Decca stanno in cima alla lista. Con le proprie modalità, però , il Duo Palmas ha pubblicato un cd  interamente degno di elogio che sicuramente darà piacere.  Colin Clarke

 

DISCANTICA 172

 

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